Infatti, come se non bastasse difendersi dalla pluralità incerta delle accanite opinioni esterne, spesso, il personale grillo parlante della nostra interiorità, di fronte alla necessità di valutare il da farsi su piccole e grandi questioni, gioca il brutto scherzo di sdoppiarsi e suggerire, come in un’equazione di secondo grado, due soluzioni.
Spunti
Voli del cuore e tom tom della ragione
Inserito da Lorenza Moscara il Mar, 09/06/2009 - 22:28 SpuntiGran bella cosa la coscienza, complessa, seria e poliedrica, dispensatrice di segnali difficilmente univoci.
Virgilio beveva il “mojito” ?!?
Inserito da Pierfrancesco Leo il Mar, 09/06/2009 - 22:24 SpuntiE chi l’avrebbe mai detto? Miei cari colleghi studenti, a me rimangono ancora poche settimane (di studio ovviamente), ma voi dovrete sbattere la testa ancora per un po’ di anni su quei bei libri tutti colorati e pasticciati. Tranquilli la mia non è né una beffa nei vostri confronti né un’esortazione allo studio (questo è il compito di qualcun altro); ma voglio lanciarvi una provocazione: siete davvero convinti che Virgilio, Terenzio e tutti quei poeti “a noi cari” (che hanno scritto fiumi e fiumi di versi che per fortuna non ci sono pervenuti interamente) siano stati solo degli uomini dediti allo studio e moralizzatori dell’ “antica movida romana” e di tutti i suoi “facili costumi”?
Galileo…. apriti cielo!
Inserito da Anna Perrone il Mar, 09/06/2009 - 22:19 SpuntiArticolo redatto da Elena Sozzo.
Chi l’avrebbe minimamente immaginato che il padre della scienza, all’età di 17 anni, trovasse entusiasmante la lettura dell’Inferno dantesco o dell’Orlando Furioso dell’Ariosto? Ebbene sì. È il 1581 quando Pisa, città “maestra” insieme a Firenze e Padova, porge a Galileo la fama di “scolaro artista” che lo porterà alla scoperta di un nuovo mondo: l’arte! Sin dall’inizio i suoi studi erano stati indirizzati verso il filone umanistico, ne sono esempi i suoi scritti: sonetti, canzoni, commenti sul Torquato, postille sull’Ariosto e la traccia di una commedia.
Chi l’avrebbe minimamente immaginato che il padre della scienza, all’età di 17 anni, trovasse entusiasmante la lettura dell’Inferno dantesco o dell’Orlando Furioso dell’Ariosto? Ebbene sì. È il 1581 quando Pisa, città “maestra” insieme a Firenze e Padova, porge a Galileo la fama di “scolaro artista” che lo porterà alla scoperta di un nuovo mondo: l’arte! Sin dall’inizio i suoi studi erano stati indirizzati verso il filone umanistico, ne sono esempi i suoi scritti: sonetti, canzoni, commenti sul Torquato, postille sull’Ariosto e la traccia di una commedia.
Colori: la magia di imprigionare la luce del sole
Inserito da Rosangela Giurgola il Mar, 09/06/2009 - 22:15 SpuntiCon l’estate ormai alle porte, percepisco spesso l’invito rivoltomi dalla natura a fare una passeggiata all’aperto e a lasciarmi incantare dai colori dei paesaggi in trionfo che, in questo periodo dell’anno, si esibiscono in uno spettacolo gratuito capace di penetrare l’anima e dar voce a sensazioni sublimi.
Del diritto a vivere
Inserito da Giorgio De Maria il Mar, 09/06/2009 - 18:38 SpuntiLe decisioni sulla fine della vita di un essere umano sono terribilmente drammatiche. Gli interrogativi, i dubbi, sono angosciosi se, di fronte a un malato che sopravvive solo grazie a terapie del tutto artificiali, sia possibile, sul piano etico come su quello giuridico, interrompere per volontà dello stesso soggetto quelle terapie senza le quali è destinato a morire.
Donna o velina?
Inserito da laura cammarota il Mar, 09/06/2009 - 18:37 SpuntiOgni essere umano ha bisogno di essere rispettato: uomo o donna non fa differenza. C’è sempre stato rispetto reciproco fra i due sessi? La storia ci dice di no: sono esistiti popoli, nei quali l’uomo riceveva maggiore rispetto e la donna era completamente sottomessa alla sua supremazia, viceversa, in altri era più importante il ruolo femminile.
Tutti PAZZI per Internet…
Inserito da Cesario Durante il Gio, 16/04/2009 - 14:23 SpuntiNegli anni novanta, l’avvento di Internet ha rivoluzionato i metodi di comunicazione e di scambio di informazioni in tutto il mondo.
Oh Dio! Ho un tarlo nel cervello!!!
Inserito da Chiara Pierri il Gio, 16/04/2009 - 11:11 Spunti“Sarà capitato anche a voi, di avere una musica in testa, sentire una specie di orchestra, suonare suonare suonare suonare, zum zum zum zum zum” , così Mina enunciava in modo “scanzonato” un fenomeno scoperto dal neurologo Oliver Sacks, che va sotto il nome di earworms o brainworms, alla lettera, “vermi nell’orecchio” oppure “tarli nel cervello”.
GIOVANI E POLITICA: ALLA RICERCA DI UN INCONTRO POSSIBILE
Inserito da Anna Perrone il Mer, 15/04/2009 - 21:16 SpuntiUna delle conquiste della maggiore età, patente e giustifiche auto-firmate a parte, è, tradizionalmente, il voto.
Il coraggio di infrangere i muri del silenzio
Inserito da Rosangela Giurgola il Mer, 15/04/2009 - 20:20 SpuntiImmersi nel clima di “comunicazione globale”, dove tra telefonini e internet crediamo di essere la generazione che comunica senza barriere, siamo invece investiti dal silenzio assordante di vuote parole e banali immagini, che ci impediscono di pensare con la nostra testa e di farci sentire.
Perché studiamo?
Inserito da Manuela Margiotta il Mer, 15/04/2009 - 14:45 SpuntiLa società oggi richiede un livello di preparazione sempre crescente e ci trasforma in studenti a vita. Ormai abbiamo quasi tutti raggiunto la consapevolezza che gli esami non finiscono mai!
Impressioni sul nuovo anno scolastico
Inserito da Anna Perrone il Sab, 29/12/2007 - 09:56 SpuntiInseriamo di seguito un altro articolo tratto dal giornalino della scuola...
Quando con i miei genitori ho iniziato a valutare la possibilità di iscrivermi al Liceo classico, se da un lato mi sentivo fortemente motivata, dall’altro provavo qualche incertezza, ma soltanto perché ero consapevole che sarebbe stato un percorso di studi particolarmente impegnativo.
La febbre del sabato sera
Inserito da Chiara Pierri il Ven, 01/06/2007 - 07:45 SpuntiIl nostro esame delle tendenze giovanili si è limitato finora a quelle che esprimevano in modo chiaro ed evidente una concezione polemica nei confronti della società e manifestavano sotto varie forme un contenuto di protesta. Sarebbe però sbagliato limitarci a queste, che non sono state né le più diffuse né le più durature. Milioni di ragazzi di tutto il mondo, dagli anni Cinquanta ad oggi, si sono riuniti e divertiti senza contestare alcunché, senza fare violenza e dell’eccesso una norma di vita.
Pezzi di vita nelle gioiellerie
Inserito da Serena Bianco il Ven, 01/06/2007 - 07:31 SpuntiCari lettori, quasi un mese fa, sono andata al cinema, e indecisa sul film da vedere, aiutata dai miei amici, alla fine ho scelto un titolo inglese che già dai cartelloni aveva un non so che di interessante: Blood Diamond. Mi sono subito detta che gli autori hanno ottenuto il successo che volevano visto che altre 500 persone come me avevano scelto quel film (la sala era piena).
Comunque ora che l’ ho visto, posso subito descrivervelo in tre aggettivi: emozionante, coinvolgente e davvero realistico. Studiato nei minimi dettagli, questo film racconta la storia di un uomo, Danny Archer, un ex mercenario, contrabbandiere di diamanti, che un giorno viene arrestato sul confine della Liberia e in prigione conosce la causa della sua lotta contro una società in cui comandano le multinazionali e i soldi. Insieme a una giornalista, Maddy Bowen, combatterà fino alla fine, intrecciando con lei una storia d’ amore “impossibile” che purtroppo non avrà un lieto fine!.
I no positivi
Inserito da Valeria Morciano il Gio, 26/04/2007 - 16:27 Spunti
Da bambini si è abituati a vivere in una campana di vetro, protetti costantemente dai genitori. Non si è in grado di distinguere il giusto dallo sbagliato, il bene dal male, perché c’è sempre qualcuno pronto a proteggerci e a scegliere per noi. Poi si diventa grandi, si comincia a pensare con la propria testa, o quasi. Infatti molte, anzi direi troppe, sono le volte in cui noi, entrati nella delicata fase dell’ adolescenza, ci lasciamo trascinare dal gruppo, dalla moda, dall'imitazione. Tuttavia alle nostre spalle rimangono i genitori, pronti a darci una mano quando stiamo per cadere.