Tutti PAZZI per Internet…

Negli anni novanta, l’avvento di Internet ha rivoluzionato i metodi di comunicazione e di scambio di informazioni in tutto il mondo. Infatti ad Internet, prima ed unica rete di computer mondiale ad accesso pubblico, è stata attribuita la stessa importanza che venne attribuita al telefono nella seconda metà del XIX secolo.
All’innumerevole numero di vantaggi apportati da questo “collegamento aperto tra reti di computer” corrisponde un innumerevole numero di problemi.
Uno dei più attuali, oltre alle truffe  online, è quello denominato “hikikimori”, o per meglio dire, “ stare in disparte”. Il termine è stato coniato in Giappone, terra nella quale è nata questa nuova “patologia”. I sintomi più evidenti sono: l’assoluto bisogno di navigare in Internet, l’isolamento dalla vita sociale, l’incapacità di instaurare una relazione,  la paura di esporsi.
In Italia non ha ancora preso piede, ma si stanno verificando situazioni analoghe. Hikikimori assomiglia a ciò che noi chiamiamo “internet-dipendenza”. Anche se gli psichiatri non la considerano una reale patologia, essa si sta rivelando tale, anche perché i ragazzi che ne sono “affetti” stanno riscontrando seri problemi, anche di salute. Alcuni la chiamano “anoressia mentale” perché, come nell’anoressia vera e propria manca il contatto con il proprio corpo, nell’hikikimori ci si rifiuta di interagire fisicamente con le persone.
Si può dire che attraverso Internet si sia sviluppato un nuovo tipo di “fobia sociale” che spinge chi ne è affetto a porre un monitor tra sé e gli altri.
Può sembrare strano, ma l’Internet - dipendenza colpisce oltre che i giovani, anche le donne, per la maggior parte comprese in un’età media di 43 anni. Alcuni hanno avanzato l’ipotesi secondo la quale ciò avviene perché questa categoria di donne, prevalentemente quelle non sposate, si sente mancante di qualcosa di importante ai fini delle relazioni sociali. Effettivamente queste considerazioni sono infondate e basate su dati non prettamente scientifici.
Restano comunque gli adolescenti la categoria in generale piena di problemi, tra cui anche l’Internet - dipendenza. Una delle forme più comuni attraverso la quale si manifesta è il videogame online.
Negli ultimi anni, infatti, per molti dei videogame, in particolar modo giochi di ruolo e sparatutto, si è sviluppata la possibilità di condividerli nel web. Uno dei più famosi è “World of Warcraft”,  un videogioco fantasy di tipo MMORPG (Massive(ly) Multiplayer Online Role-Playing Game), giocabile esclusivamente su Internet e dietro pagamento di un canone. Questo videogame attira molti ragazzi che, presi dalla smania di accumulare sempre più punti e più poteri, trascorrono intere giornate davanti allo schermo. La parola “world” calza perfettamente: difatti le migliaia di ragazzi che hanno installato questo videogame hanno formato un vero e proprio mondo, a dir poco smisurato. Il “mondo” in cui giocano, però, si è letteralmente trasformato in quello in cui vivono, perché non riescono più a fare a meno di lottare per il potere con la paura che qualche altro giocatore possa superare il loro livello.
Questa situazione li ha portati a “barricarsi” nelle stanzette e a dimenticare il mondo circostante.
Si sono addirittura verificati casi di ragazzi affetti da allucinazioni: l’eccessivo tempo trascorso a giocare a questo tipo di videogame li ha indotti a creare nella loro mente le immagini dei protagonisti, immagini “riviste” anche nella realtà!
Cesario Durante - III Liceo