Diario di bordo: Barcellona 2009

A cura di Anna Serena Bianco e Rosangela Giurgola

Eccoci puntuali al nostro apputamento post viaggio, pronte a raccontarvi la nostra esperienza, che ci ha portato per terre e per mari, alla scoperta di una nuova penisola: la Spagna! E già…noi INDIANAS JONES del gp2 , questa volta ci siamo spinti oltre il Tirreno, sfidando il mare forza cinque, per approdare nella città più “galeotta” del mondo, Barcellona! Partiti freschi di doccia, su gentile richiesta dei professori, abbiamo sondato nei minimi particolari, la grande novità 2009: il pullman a due piani!!! Dopo una “tranquilla” discussione fra liceo e ginnasio, varie minacce e ricatti, siamo arrivati alla conclusione diplomatica che i vecchietti dovevano sedere al piano di sotto e i fringuelli sopra. Dopo aver incontrato Luigi, lo stesso autista che fu con noi a Venezia, ci siamo tranquillizzati sulle sorti del nostro viaggio e abbiamo imboccato la strada per Civitavecchia. Arrivati nel porto laziale, ci sembrava di aver già conquistato una tappa importante del tragitto, ma in realtà il nostro stomaco avrebbe dovuto sopportare ben più della famigerata “pulizia” dei bagni pubblici italiani! Dopo l’ agonizzante attesa di quattro ore, finalmente abbiamo visto spuntare,  nell’ oscurità della quasi notte,  le luci della nostra nave: la Grimaldi Cruise Barcelona, ribattezzata da noi “zattera accessoriata de lu zzu Pippi”. Mentre venivamo trasportati a bordo della nave dalle scale mobili, un dubbio ci ha assalito: stavamo andando a Barcellona…o nelle Filippine???  Dopo essere entrati nella sala delle poltrone, dove avremmo passato la notte, il dubbio è diventata certezza: ci trovavamo in un barcone di clandestini!!!!!!! Comunque, affamati, non ci abbiamo pensato più di tanto e siamo accorsi alla mensa: lì ci siamo sentiti delle mosche BIANCHE in mezzo a cinesi, indiani, paraguaiani, filippini, coreani e udite udite … anche pakistani! Dopo cena i più temerari si sono avventurati in discoteca. I problemi sono arrivati quando dovevamo addormentarci per forza sulle poltrone di “bambagia” e passare così la notte più infinita della nostra vita. Tuttavia il nostro entusiasmo di giungere alla meta, ci ha fatto sopportare anche il mal di mare dovuto al vento forte e quando abbiamo visto i grattacieli di Barcellona all’orizzonte diventare sempre più grandi non potevamo credere ai nostri occhi. Lasciatoci alle spalle “filippinolandia”, abbiamo sperimentato cosa significa essere dei bambini nel paese dei balocchi. Infatti, alla vista delle attrazioni di Lloret de Mar, luogo del nostro soggiorno, a pochi chilometri dalla città, ci siamo lasciati affascinare dalle luci delle insegne giganti e abbiamo cominciato a scegliere i luoghi più allettanti delle nostre serate fuori dall’ albergo. La mattina seguente ha avuto inizio il vero e proprio viaggio d’ istruzione: per la gioia degli occhi dei ragazzi, abbiamo conosciuto la nostra giovane e bella guida Sylvia, che ci ha portato alla scoperta della parte architettonica della città. Ci ha spiegato che le strade di Barcellona sono tutte perfettamente parallele alla montagna e perpendicolari al mare e danno in questo modo un assetto ordinato e geometrico alla città. La strada principale è la Diagonal, l’ unica che attraversa trasversalmente l’ intera Barcellona ed è lunga ben 15 chilometri. Attraversandola per un tratto, abbiamo potuto ammirare le splendide costruzioni di Gaudì, famoso architetto catalano che seminò nella città le sue estrose costruzioni tra cui la Casa Batllò, commissionata all’ artista dalla ricca famiglia Batlló, brillante esempio del Modernismo catalano e uno degli edifici più belli del quartiere barcellonese di Eixample insieme alla costruzione di Casa Milà, detta "La Pedrera". Finalmente però, dopo averne visto spuntare i pinnacoli, tra i vicoli e i palazzi, siamo giunti a contemplare, con annessi bocche aperte e occhi spalancati,  la spiazzante maestosità della Sagrada Familia: e pensare che è ancora in costruzione! Perché venga terminata, (si calcola tra una ventina d’anni), sarà necessario abbattere gli appartamenti adiacenti a quella che sarà l’entrata principale. All’interno è ancora un cantiere a cielo aperto, ma all’esterno è l’esempio “kitch” più meraviglioso ( a discrezione personale!!!) del comune “Liberty inglese”. È stato entusiasmante, nel museo annesso, ripercorrere gli stessi luoghi in cui Gaudì operò e gli ingegnosi progetti delle sue creazioni. Ancora sbalorditi dalla bellezza dell’ opera che avevamo appena visto, con no-chalance l’ autista ci ha comunicato che il nostro punto di ritrovo sarebbe stato il tanto sognato ed immaginato HARD ROCK. Le nostre ore successive sono trascorse sulla Rambla, dove travolti dalla folla turistica non abbiamo tenuto conto dei pedinatori a scapito dei portafogli. Solo successivamente abbiamo però appreso che un mestiere fruttuoso e onesto diffuso a Barcellona è quello del borseggiatore di turisti. Dopo aver effettuato le dovute compere in negozietti tipici spagnoli, gestiti da Indiani, siamo rientrati in albergo a gustare la buonissima cena a base di patatine fritte e cipolla! Successivamente i nostri gentili accompagnatori ci hanno permesso di passare una serata di divertimento al bowling, dove sono state tirate diciotto volte le orecchie ad un nostro compagno, diventato maggiorenne proprio quella sera. La mattina seguente i nostri occhi hanno provato l’ ebbrezza di assistere ad un panorama mozzafiato, qual è quello della collina di Montjuic. Certamente la foto ricordo era d’ obbligo!!! Proseguendo l’ esplorazione della città siamo arrivati nella Cattedrale di Sant’ Eulalia: costruita tra il XIII ed il XV secolo, è in stile gotico ed è dedicata anche alla Santa Croce. La leggenda dice che Sant’ Eulalia  fu esposta nuda fino a quando, a metà primavera, cadde la neve e coprì il corpo; le autorità di allora la misero in una botte chiodata e la rotolarono per una stradina che adesso si chiama Baixada de Santa Eulàlia. Questa stradina si trova proprio nel quartiere gotico che abbiamo avuto il piacere di attraversare e in cui siamo stati intrattenuti dall’ esotica musica degli artisti di strada. Ad un tratto ci siamo accorti che il nostro stomaco chiedeva aiuto e la sola bellezza di quei monumenti non bastava a saziarci: così siamo corsi ai ripari in un’ economica pizzeria in cui una semplice pizza Margherita era tarata a peso d’ oro, al prezzo di nove euro!!! Per la gioia dei tifosi e di qualche fanatico docente, il nostro autista ha eccezionalmente sostato al grandissimo stadio ufficiale dell’ FC Barcellona, il Camp Nou. Con grande sorpresa, è stato proprio lì che i cuori più duri si sono sciolti alla visione (concessa alla modica cifra di quattordici euro!) dell’ erbetta fresca e dei luoghi dove i più grandi campioni     del mondo hanno lasciato la loro impronta. Terminata la memorabile visita, seguita dai dettagliati racconti dei maschietti a scapito della pazienza delle ragazze, siamo tornati in albergo ignari della bellissima serata che ci attendeva. Dopo cena infatti, alla faccia dei più giovani, i liceali si sono concessi, col fiato degli accompagnatori sul collo, una serata mondana al Colossos……la discoteca più rinomata di Lloret de Mar. Qui, dopo essere stati marchiati all’entrata e dolcemente minacciati dai docenti di non fare tardi, anche i più restii e timidi sono stati travolti dalla musica. Il giorno dopo, tenuti in piedi da un bastoncino dietro la schiena, tornati con i piedi per terra e non sulla pista da ballo, ci siamo diretti verso il Parco Güell, commissionato da Eusebi Guell Bacigalupi nel 1903, è situato alle pendici del monte Tibidabo. Gaudì realizzò quest'opera dando libero sfogo alla propria fantasia, ricalcando la struttura di un paesaggio naturale. Con orgoglio possiamo oggi dire di esserci seduti sui bellissimi sedili anatomici mosaicati, dove l’ artista trascorse le sue meditazioni. Ancor più grande è stato l’ orgoglio di mangiare in un ristorante vicino al porto, dove molti artisti, cantanti e attori hanno pranzato: il tutto con vista sulla playa animata anche a marzo. Dopo di che abbiamo fatto ritorno in albergo per l’ ultima cena e l’ ultimo pernottamento spagnoli. La mattina dopo, infatti, con valigia alla mano eravamo già pronti per ripartire, ma non senza aver prima visitato il favoloso acquario situato nel Port Vell all’interno di un parco e di un edificio moderno: un posto da sogno soprattutto per i più piccoli, ma anche per noi che siamo rimasti estasiati alla vista di squali e altri pesci dai colori sgargianti, come il parente del famoso Nemo disneyano. È stata questa l’ultima tappa del nostro viaggio in Spagna: la sera stessa infatti abbiamo preso la nave che ci ha ricondotti in Italia. Alla fine di questo racconto siamo consapevoli di non poter mai dimenticare…gli armadi-valigia di alcuni di noi, il sorriso a novantamila denti dell’ africano addetto alla mensa sulla nave, la “leggera brezza” a poppa, le onnipresenti scale mobili dai noi tanto amate,la puzza emanata dai calzini dopo due giorni nelle scarpe, le rigide regole vigenti in albergo, le turiste americane in costume, gli artisti di strada sulla Rambla, l’amicizia stretta con i poliziotti locali, la catena di negozi “Disegual” presenti dappertutto, la Paella, il gusto fresco della Sangria, il grattacielo a forma di “supposta” e ancora, l’odore acre di piedi e cavalli fra le poltrone della nave, la promessa del cornetto e cappuccino dello showman della nave (Lello Proto!!!) e gli immancabili sorrisi dei nostri compagni di terzo liceo, giunti all’ ultimo viaggio d’ istruzione insieme a noi. Ovviamente un grazie speciale e sincero va a tutti gli accompagnatori: i veterani, Don Nando, la professoressa Antonella Rizzo e la professoressa Noemi Centonze e le apprezzatissime new entry, Don Massimiliano, la professoressa Grazia Lombardi, il professore Massimiliano Capozza e la speciale partecipazione della signora Lena. Un saluto va al ligio autista…Luigi e a tutti coloro i quali hanno collaborato affinché anche quest’anno il viaggio d’istruzione del gp2 sia un gradevole ricordo nei nostri album fotografici e nei nostri cuori!...Alla prossimas!
Anna Serena Bianco & Rosangela Giurgola
II Liceo