Esperienza felice

“Come sarà il primo anno di scuola superiore? Certamente non come il primo anno delle scuole medie, dove passavo un mese solo per conoscerti per poi iniziare il programma vero e proprio” mi sono detto quest’estate.
Quest’anno dopo quattro giorni, già entravamo nel vivo del programma di Greco, di Latino, di italiano, ecc.
Sin dallo stage di orientamento, mi sono innamorato di questa scuola, ne parlavo bene a tutti anche se alcuni già alunni mi ripetevano che quella felicità sarebbe finita ben presto in quanto , essendo un Liceo Classico, le materie sarebbero risultate impegnative già dal primo anno.
Ma questo non mi scoraggiava affatto, anzi io ho immaginato quest’anno come una corsa ad ostacoli ognuno dei quali era necessario saltarli per non rimanere in dietro. Anche la presenza di seminaristi e la solidarietà che vige tra loro mi ha fatto apprezzare ancora di più questa realtà. Grandi e piccoli si aiutano specialmente quando uno di questi è in difficoltà.
Negli anni passati su questa scuola ci sono stati dei pregiudizi perché la maggior parte delle persone confondeva o faceva coincidere il Liceo Classico Giovanni Paolo II con il Seminario Diocesano.
A queste persone, molte volte ho dovuto ribadire la differenza spiegando il rapporto di autonomia, ma anche di collaborazione esistente tra scuola e seminario.
In questo primo anno ho avuto il grandissimo piacere di imparare una nuova lingua: il Greco che posso dichiarare fermamente, è più semplice di quanto sembri. Questa facilità di apprendimento scaturisce anche e soprattutto dall’avere un’insegnante molto preparata, perspicace e anche molto materna, nel vero senso della parola.
Per la prima volta sono contento della mia classe; sin dai primi giorni con i miei nove compagni ho stretto un magnifico rapporto di amicizia: siamo molto solidali, ci aiutiamo in ogni modo e sappiamo divertirci visto che dopo due mesi di scuola, siamo diventati molto compatti e vivaci.
Questo è il primo ed importante cambiamento dell’anno: il primo giorno di scuola ricordo che la professoressa di Latino e Greco si sentiva a disagio, perché non rispondevamo alle sue domande, ora invece, abbiamo rotto il ghiaccio.
Sono molto orgoglioso di frequentare questa scuola e qualunque sia l’interrogazione da affrontare, prendo volentieri il treno che mi porterà tra i banchi di scuola.

Longo Matteo - IV Ginnasio