Pezzi di vita nelle gioiellerie

Cari lettori, quasi un mese fa, sono andata al cinema, e indecisa sul film da vedere, aiutata dai miei amici, alla fine ho scelto un titolo inglese che già dai cartelloni aveva un non so che di interessante: Blood Diamond. Mi sono subito detta che gli autori hanno ottenuto il successo che volevano visto che altre 500 persone come me avevano scelto quel film (la sala era piena).
Comunque ora che l’ ho visto, posso subito descrivervelo in tre aggettivi: emozionante, coinvolgente e davvero realistico. Studiato nei minimi dettagli, questo film racconta la storia di un uomo, Danny Archer, un ex mercenario, contrabbandiere di diamanti, che un giorno viene arrestato sul confine della Liberia e in prigione conosce la causa della sua lotta contro una società in cui comandano le multinazionali e i soldi. Insieme a una giornalista, Maddy Bowen, combatterà fino alla fine, intrecciando con lei una storia d’ amore “impossibile” che purtroppo non avrà un lieto fine!.
Tutto il film è ambientato nel 1999 in Sierra Leone, durante una delle tante guerre civili, in cui le multinazionali “giocano sporco”, finanziando i ribelli per sfruttare le risorse del paese ( in questo caso i diamanti ).
Precedentemente ho parlato di film realistico proprio perché ci descrive con minuziosità e peculiarità la situazione che purtroppo c’ è in questi paesi.
Da un lato è davvero incredibile il fatto che non si parli mai di guerre tanto crudeli e sanguinose…ma dall’ altro è evidente che a nessuno conviene descrivere l’ atroce morte a cui sono costretti tutti quegli uomini che si rifiutano di cercare un diamante: lo stesso che poi andrà a finire sul dito di una donna ricca, e prima, nelle vetrine di costosissime gioiellerie.
Fortunatamente, film come questi ci fanno allargare gli orizzonti, fino a farci scoprire realtà che spesso ignoriamo, ma che fanno parte di un mondo che è anche nostro e che dovremmo impegnarci a conoscere per cambiarlo.