Tra le note ed i lustrini del “festival di Sanremo”, il cantautore siciliano, Franco Battiato, accompagnato dalla grinta delle chitarre elettriche delle M.A.B, ha cantato al pubblico dell’Ariston il suo “Vuoto”.
“Il Vuoto” è una canzone volutamente attuale con spunti di riflessione che l’autore fa scrutando il mondo con gli occhi di un osservatore acuto e disincantato. Essenzialmente si parla di quella alienazione esistenziale di cui, secondo l’autore, è malata la nostra società, la stessa che ha livellato e conformato il mondo assoggettandolo alle leggi del dio denaro. Oltre all’aviaria o alla meningite killer, un’altra delle malattie anomale del nostro tempo sarebbe, dunque, quella che potremmo battezzare con il nome di “vuotite acuta”.
Da questo raro malessere sono affetti sia i giovani che i meno giovani, che, per omologarsi ad uno stereotipo imposto loro dalle mode o dal branco, si dimenticano di loro stessi, sviluppando così una personalità camaleontica adattabile alle situazioni più disparate, dal momento che, cancellando il senso della persona nella sua unicità si può essere qualsiasi
cosa.
I danni fisici, psicologici, la collera e lo stress di cui parla il cantautore siciliano sono le conseguenze estreme di un “vuoto di senso”che rende le nostre vite piene di quel “senso di vuoto” che porta l’uomo a ricercare la felicità in pseudo ideali.
Quei “venti di profezia che parlano di nuovi dei che avanzano” sarebbero la prova che il mondo sta facendo olocausto dei veri valori per soppiantarli con la fama, la gloria, il denaro.
Battiato,interpretando un testo musicale,ha voluto,dunque, dare la sua interpretazione del “tempo di ora”, con gli occhi di un adulto che, giovane allora, ossia al “tempo”della “stilografica con l’inchiostro blu”, della “barba con il rasoio elettrico” del “mondo è grigio il mondo è blu”, può permettersi di connotare pessimisticamente la realtà della società attuale e darne una visione catastrofica, chiusa alla speranza.
Noi invece no. Noi vogliamo essere quelli che hanno l’entusiasmo e la perseveranza di credere in quegli ideali fondanti come l’amore , la pace, la libertà, l’uguaglianza, il progresso, grazie ai quali il vuoto si riempie di senso. Dare senso alla Vita, la nostra e quella degli altri, costituisce la speranza che può vincere il vuoto. E' una speranza che, per noi cristiani, ha il suo fondamento nel Risorto.
“Il Vuoto” è una canzone volutamente attuale con spunti di riflessione che l’autore fa scrutando il mondo con gli occhi di un osservatore acuto e disincantato. Essenzialmente si parla di quella alienazione esistenziale di cui, secondo l’autore, è malata la nostra società, la stessa che ha livellato e conformato il mondo assoggettandolo alle leggi del dio denaro. Oltre all’aviaria o alla meningite killer, un’altra delle malattie anomale del nostro tempo sarebbe, dunque, quella che potremmo battezzare con il nome di “vuotite acuta”.
Da questo raro malessere sono affetti sia i giovani che i meno giovani, che, per omologarsi ad uno stereotipo imposto loro dalle mode o dal branco, si dimenticano di loro stessi, sviluppando così una personalità camaleontica adattabile alle situazioni più disparate, dal momento che, cancellando il senso della persona nella sua unicità si può essere qualsiasi
cosa.
I danni fisici, psicologici, la collera e lo stress di cui parla il cantautore siciliano sono le conseguenze estreme di un “vuoto di senso”che rende le nostre vite piene di quel “senso di vuoto” che porta l’uomo a ricercare la felicità in pseudo ideali.
Quei “venti di profezia che parlano di nuovi dei che avanzano” sarebbero la prova che il mondo sta facendo olocausto dei veri valori per soppiantarli con la fama, la gloria, il denaro.
Battiato,interpretando un testo musicale,ha voluto,dunque, dare la sua interpretazione del “tempo di ora”, con gli occhi di un adulto che, giovane allora, ossia al “tempo”della “stilografica con l’inchiostro blu”, della “barba con il rasoio elettrico” del “mondo è grigio il mondo è blu”, può permettersi di connotare pessimisticamente la realtà della società attuale e darne una visione catastrofica, chiusa alla speranza.
Noi invece no. Noi vogliamo essere quelli che hanno l’entusiasmo e la perseveranza di credere in quegli ideali fondanti come l’amore , la pace, la libertà, l’uguaglianza, il progresso, grazie ai quali il vuoto si riempie di senso. Dare senso alla Vita, la nostra e quella degli altri, costituisce la speranza che può vincere il vuoto. E' una speranza che, per noi cristiani, ha il suo fondamento nel Risorto.
