Donna o velina?

Ogni essere umano ha bisogno di essere rispettato: uomo o donna non fa differenza. C’è sempre stato rispetto reciproco fra i due sessi? La storia ci dice di no: sono esistiti popoli, nei quali l’uomo riceveva maggiore rispetto e la donna era completamente sottomessa alla sua supremazia, viceversa, in altri era più importante il ruolo femminile. In generale, possiamo affermare che, durante i secoli, il sesso maschile è stato quello predominante. Con l’affermarsi di idee sempre più progressiste, la donna ha percorso un cammino di consapevolezza e di emancipazione conquistando il riconoscimento del suo valore e la sua piena dignità di persona.
Si sono moltiplicati, però, i casi in cui la donna si adegua a modelli dominanti, mediati dai programmi televisivi, quale quello della velina o della “donna in carriera”. Per ottenere di vivere secondo questi modelli, alcune donne, e, più spesso, adolescenti, sono disposte  a scendere a compromessi che, oltre a creare in loro delle illusioni, che non sempre saranno soddisfatte, le inducono a rinunciare alla propria personalità e dignità. Tale realtà, amplificata dai massmedia, trasmette e rinforza, nello spettatore, un’idea di donna oggetto, superficiale e frivola, che, nello stesso tempo, sembra incarnare i sogni e le aspettative di tante le coetanee.
Il Direttore di Famiglia Cristiana ha denunciato con forza questo modello di veline e di meteorine diventato stile di vita, nel quale “seguendo il mito della notorietà non ci si nega niente e si accetta tutto, perfino la foto in pose volgari in cui conta solo l’aspetto sexy”. È un modello di vita che purtroppo è seguito come “normale opportunità per arrivare la successo o, addirittura alla politica”.
Il cammino di emancipazione come autoaffermazione socialmente e moralmente dignitosa segna il passo e lascia spazio allo sfruttamento spinto della propria femminilità.
È possibile contrastare l’andazzo? L’educazione in famiglia, a scuola, in chiesa può liberare gli/le adolescenti dai condizionamenti della potenza invasiva dei “media”.